Quando un regalo è un'opera d'arte - Eran Amar Shookroon – Ilaria Apolloni

Quando un regalo è un’opera d’arte – Eran Amar Shookroon

Vi è mai capitato di andare a visitare una mostra, una galleria, uno spazio e sentire che quella esperienza vi stava regalando qualcosa di profondo? Non parlo di un gadget da portare a casa,

parlo di quel momento in cui uno sguardo, una forma, un colore vi entra dentro e rimane. Ecco, oggi voglio raccontarvi di uno di questi doni veri, quelli che non si scartano con la carta lucida, ma si vivono nel silenzio e nella contemplazione.

Perché sì, lo dico sempre: un dono autentico non è un oggetto, è un’esperienza che trasforma chi lo riceve.

Quando il mouse diventa libertà

Lasciate che vi presenti Eran Amar Shookroon. Un artista che il destino ha deciso di sorprendere proprio quando lui non lo stava aspettando. Erano circa quarant’anni quando, quasi per caso, mentre firmava un modulo scolastico al computer per suo figlio, ha scoperto che il mouse — sì, proprio quello strumento quotidiano — poteva trasformarsi in un pennello, in una voce, in uno strumento di creazione.

Che poi è bellissimo quando pensiamo ai doni, no? Spesso crediamo di doverli cercare, di doverli inseguire, di doverli fabbricare a forza. E invece a volte arrivano così: in un gesto semplice, in uno strumento che già possediamo, in un momento d’illuminazione che non avevamo nemmeno programmato.

Shookroon ha così preso quel mouse, quello schermo, una palette limitata di colori, e ha iniziato a costruire un linguaggio visivo tutto suo. Uno strumento minimalista che diventa massimale in espressione. Mi piace sempre dirlo: la semplicità è una forma di coraggio, soprattutto quando ti permette di essere completamente te stesso.

Il suono che diventa colore, il ritmo che diventa forma

Qui entra in gioco la musica. E quando parlo di musica in relazione all’arte di Shookroon, non intendo un sottofondo gradevole — intendo il cuore pulsante di ogni sua opera. Jazz, ritmi africani, le voci iconiche di Nina Simone, Chet Baker, James Brown: questi sono gli elementi che guidano il suo gesto digitale. Lavorare con il mouse diventa, nelle sue mani, come improvvisare una performance jazz. Spontanea. Consapevole. Densa di intenzione.

Le sue tele digitali si costruiscono in strati di colore e ritmo, e tracce di volti, frammenti di corpi, espressioni fugaci emergono come testimonianze di una vita vissuta intensamente. Quello che colpisce è la libertà: libertà dal perfezionismo digitale, libertà dall’estetica fredda che spesso caratterizza il medium, libertà di essere umano dentro uno schermo.

Un background che arricchisce tutto

Shookroon è di origine nordafricana e persiana, ed è cresciuto respirando dialoghi culturali, convivenze di influenze diverse. Ha studiato filosofia e scienze politiche — e sì, queste scelte risuonano nelle sue opere. La filosofia gli ha insegnato a interrogare, a cercare significati nascosti; la musica gli ha dato il linguaggio per esprimerli senza parole. È un artista che conosce il valore della memoria stratificata, quello che accade quando culture, storie, tempi diversi si trovano nello stesso spazio.

E mi raccomando sempre a mano — e quando dico “a mano” intendo con intenzione, con pensiero consapevole — questo è il tipo di arte che genera vere conversazioni. Non arte decorativa, arte che ti guarda mentre tu la guardi.

La mostra come dono che comincia oggi

Dicevo all’inizio che oggi è un giorno speciale. È la preview, alle 7 maggio 2026 presso Engine On (Via Plinio 48, Milano 20129), e la mostra di Eran Amar Shookroon è strutturata come un percorso narrativo vero e proprio.

Entri nella prima sala e l’energia è esplosiva: Round Midnight e Big Mouth ti accolgono come note iniziali di un concerto. I colori vibrano, i gesti sono dinamici, e veramente senti il suono di quei brani jazz che le hanno ispirate. È come se qualcuno avesse preso la libertà del jazz club, l’avesse intrappolata in pixel e colori, e te l’avesse regalata così: visibile, contagiosa, tua.

Nella seconda sala, il tono cambia. Trio Selfie rappresenta una fase precedente della ricerca dell’artista — è il momento introspettivo, quasi corporeo, dove vedi come un’idea si trasforma nel tempo. E sai cosa amo di questa scelta curatoriale? Che non nasconde il percorso, non lo cancella. Lo mostra.

Nella sala finale, c’è Walking on the Moon e The Band: qui il colore e il ritmo si placano, ma non si spengono. Diventa un’armonia consapevole, non passiva. È come la fine di una conversazione profonda con qualcuno che ami, dove il silenzio che segue è ancora pieno di significato.

Ma perché vi dico che è un regalo?

Perché? Perché andare a visitare questa mostra oggi, in anteprima, è permettersi un’esperienza che ha il potere di trasformare il tuo sguardo sul mondo. Non è un oggetto che occupa spazio nella tua casa. È uno spazio che occupa un posto nella tua memoria, nel tuo cuore, nel modo in cui continuerai a vedere un mouse, uno schermo, un colore, una forma per i giorni a venire.

Eran Amar Shookroon ha dimostrato qualcosa che penso sia importante ricordare: la creatività non conosce l’età, non conosce la programmazione, non conosce le scuse. Arriva quando meno te l’aspetti e ti trasforma. E se vuoi regalarti — o regalare a chi ami — un momento che sa di vera libertà, di vero dialogo con l’arte, di vera bellezza contemporanea (quella che non è nostalgica ma è viva, pulsante, oggi), allora vi aspetto stasera.

Perché, a me piace sempre dirlo: i regali più importanti non si comprano. Si vivono.

Engine On Via Plinio 48, Milano 20129 7 maggio 2026 | Preview

Alla prossima, La vostra Gift Planner che stasera sarà lì, pronta a lasciarsi sorprendere da un mouse che suona di jazz. 💫

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